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Salto di qualità

| Cristian Costantin | Blog

Il salto di qualità, a livello tecnico, avvenne quando comprai, usata, la Sony a7II. Dico a livello tecnico perché a livello artistico penso sia in costante evoluzione (che tra l'altro è in grado di metterti in crisi mistica ed esistenziale).

Ero a Venezia con gli amici di Qual Buon Veneto, Samuele e Sabrina (con calma vi parlerò anche della nostra amicizia e collaborazione lavorativa) quando in una vetrina vidi l’oggetto in questione. E mi son detto: “Sai che c’è? E’ arrivato il momento di calibrare e migliorare la mia attrezzatura per fare cose più belle e interessanti. Perché sì, l’attrezzatura conta eccome. Non sarà l’UNICA cosa che conta, ma conta tantissimo. Sta di fatto che entrai, la vidi e me ne andai. L’ho comprata da un’altra parte perché lì costava troppo.

Di soddisfazioni me ne ha date tantissime. Usarla era una goduria anche perché il feedback che mi dava, era spaziale. Nello schermo vedevo proprio ciò che mi aspettavo di vedere. Era capace di trasmettere fisicamente ciò che avevo in testa: le idee si realizzavano senza troppe complicazioni.

Parlo al passato perché avevo bisogno di qualcosa in più. E quel qualcosa in più me lo sta dando la mia attuale compagna di lavoro: la Sony a7III (ho venduto tutto quello che avevo, la a6000 no ovviamente, per comprarla nuova). C’è poco da dire: la sintonia che si crea ad ogni lavoro sfiora la perfezione.

(Sì è vero, anche qua ci metto del romanticismo come con la a6000. Ma è così, non posso farci nulla.)

In soldoni, quindi, queste scelte “tecniche” mi permettono, ad oggi, di realizzare ciò che penso e di mostrare agli altri come vedo persone e cose.

Però, in tutto ciò, manca qualcosa. Tutto molto bello, ma manca un elemento a dir poco fondamentale: Cristian, ma gli obiettivi? Esatto. Ma ne parliamo in un altro articolo.

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